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PSYCHO D-VEIN "Blue Color Cold"

I Psycho D-Vein sono un duo (Death-Boy alla voce/basso/tastiere/effetti insieme a X-Noise alla chitarra/voci) di Brescia, formatosi nel 2001, con alle spalle anni passati in altri gruppi, alquanto differenti tra loro. Secondo la loro biografia, la loro musica è un mix tra Dark Wave anni '80 e Pop, mentre le loro influenze principali sono Joy Division, Siouxsie e Jesus & Mary Chain. Sul "Blue Color Cold" ha suonato anche D.D. alla batteria. Psycho D-Vein hanno anche all'attivo un mini-CD dal quale sono stati pubblicati due brani su compilation, una per la fanzine "Rosa Selvaggia", l'altro per "Soniche avventure" di Fridge.

In pratica la musica dei Psycho D-Vein è un assemblaggio rumoristico di matrice elettronica che si snoda lungo tutta la durata di "Blue Color Cold": a farla da padrone sono gli effetti, usati in modo massiccio anche per quanto riguarda le voci, filtrate all'inverosimile tanto da togliere quasi qualsiasi parvenza di umanità alle stesse. Questo è ben intuibile fin dalla prima traccia, "Rocket Sound", monolite imperniato su una singola frase che funge quasi sia da strofa che da ritornello, mentre intorno alla voce di Death Boy gli strumenti producono il loro suono in modo freddo. A mio modo di vedere uno dei brani più riusciti di tutto l'album è "Clouds", in cui la freddezza che permea "Blue Color Cold" si stempera in un passaggio armonico (a me ha ricordato tanto "Mother" dei Pink Floyd, nella struttura e nella melodia, sebbene le due canzoni siano differenti). Comunque "Clouds" rimane il vertice di ispirazione dell'album, veramente ben riuscita, peccato duri solo tre minuti. Poi il disco si snoda attraverso sonorità tipiche della Dark Wave, un genere di cui non sono un grande conoscitore (lo ammetto), ma comunque i Psycho D-Vein riusciranno a soddisfare la sete di 'rumori elettronici' pieni di effetti 'strobo' che gli appassionati conosceranno a menadito: i veri fan dell'elettronica resteranno affascinati da questo prodotto, fatto con perizia e ricercato nei suoni, perchè il tutto cerca di esternare tutta una gamma di sensazioni dell'animo umano. Elaborato e sofisticato negli arrangiamenti, con la voce carica di effetti di Death Boy, un album sicuramente intrigante ed interessante per gli aficionados del genere.

Per quanto riguarda poi l'album solista di Death Boy, "Dust Fear of Lover", in cui il componente degli Psycho D-Vein cura "Voices & Noises" (come scritto nel booklet del disco), il discorso non si sposta poi di molto: quanto detto prima vale anche per il side-project. Da segnalare due cover: una dei Chrisma e una di Joy Division. Per il resto sembra che "Dust Fear of Lover" usi i suoni elettronici in maniera meno fredda rispetto a "Blue Color Cold", ed anche in modo meno efferato, cioè con più semplicità, per far risaltare meglio le sensazioni e non annegarle in un marasma gelido e razionale. Ma questo è un giudizio di un profano: "Dust Fear of Lover" è un buon progetto anch'esso, come lo è il disco degli Psycho D-Vein.

Davide Cappelletti
www.sensorium.it